Campagna per un Referendum europeo sulla Costituzione europea

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Perché un referendum? La Costituzione europea è un importante passo avanti verso l’unità democratica dell’Europa. Implicherà cambiamenti importanti nella struttura istituzionale dell’Unione Europea e nella partecipazione dei cittadini europei al processo legislativo Apporterà nuovi diritti ai cittadini europei. Per questo gli stessi cittadini europei dovrebbero avere la possibilità di votarla.
Perché un referendum europeo invece di referendum nazionali? Per due ragioni principali. 1) I referendum nazionali sono spesso influenzati da questioni di politica interna che distraggono l’opinione pubblica dall’oggetto europeo della domanda presentata agli elettori. Un referendum europeo concentrerebbe il dibattito sulla Costituzione europea.
2) La decisione da prendere non riguarda un singolo Stato, ma interessa il futuro dell’Europa intera. Per questo una simile decisione deve essere presa dai cittadini in quanto europei e non solo come francesi, olandesi, italiani, tedeschi, maltesi, polacchi, greci, ungheresi, cechi, portoghesi, inglesi, etc.
 
Perché un referendum consultivo? Le Costituzioni di alcuni paesi, come Germania ed Italia, non prevedono il referendum in generale o come strumento di ratifica dei trattati internazionali. Un referendum consultivo darebbe la possibilità ai cittadini di questi paesi di esprimersi sulla Costituzione europea rispettando le disposizioni delle loro Costituzioni nazionali.
I referendum sono “pericolosi”? Solo se si ha paura di dare la parola ai cittadini o se il testo è troppo complesso per permettere un dibattito democratico esente da manipolazioni. Un referendum europeo contribuirà a concentrare il dibattito sulla Costituzione europea evitando distrazioni di politica interna. 
Che cosa succede nei paesi dove i referendum non sono permessi? Il fatto che il referendum europeo sia consultivo permette di evitare gli ostacoli giuridici delle Costituzioni nazionali. In alcuni paesi alcuni atti legislativi particolari potrebbero essere necessari, ma se vi è la volontà politica anche una legge costituzionale può essere facilmente approvata.
Perché svolgere il referendum nel giugno 2009? Nel giugno 2009 si svolgeranno le prossime elezioni del Parlamento europeo. E’ il momento in cui i cittadini saranno chiamati a votare già su tematiche europee. Vi sarebbe tutto il tempo per preparare una campagna d’informazione adeguata, i partiti politici potrebbero esprimersi sulla Costituzione europea presentando i loro argomenti durante la campagna elettorale, non sarebbe necessario spendere denaro pubblico per organizzare una campagna referendaria in un’altra data.
Perché una doppia maggioranza e perché è necessaria? Il referendum europeo dovrebbe risultare positivo se è a favore la maggioranza dei cittadini europei, sommando i voti in tutti gli Stati membri, e se c’è lo stesso risultato positivo anche in una maggioranza di Stati membri. L’Unione europea è una unione di Stati e di cittadini per questo una doppia maggioranza di Stati e di cittadini dovrebbe essere richiesta per approvare la Costituzione.
Cosa succede ad uno Stato che vota No al referendum? Le regole attuali dei Trattati europei non permettono di escludere dall’Unione uno Stato i cui cittadini votassero No al referendum europeo. Tuttavia, l’esistenza di una doppia maggioranza di Stati e di cittadini in favore della Costituzione europea avrebbe inevitabilmente per conseguenza di riesaminare le modalità di partecipazione degli Stati contrari al proseguimento del processo di integrazione.
E’ possibile uscire dall’Unione europea? Giuridicamente, i Trattati attuali non prevedono il ritiro di uno Stato membro. Tuttavia, il caso della Groenlandia ha dimostrato che non si può impedire tale ritiro in presenza di una volontà politica democraticamente espressa.
Cosa succede se nel referendum solo un gruppo di Stati vota a favore della Costituzione? Tali Stati entrerebbero in un negoziato con gli Stati che avessero votato No al fine di decidere di comune accordo le modalità della loro futura cooperazione.
Cosa succede dopo aver raccolto un milione di firme? Le firme saranno inviate ai governi nazionali, nonché alle Istituzioni europee, affinché le autorità competenti siano incoraggiate a convocare un referendum consultivo europeo in coincidenza con le elezioni al Parlamento europeo del giugno 2009.
Chi convoca il referendum? Spetta alle autorità nazionali competenti convocare il referendum europeo dopo aver predisposto la normativa necessaria al suo regolare svolgimento, di preferenza previo coordinamento con gli altri paesi interessati sulla data ed il quesito referendario.
E’ possibile convocare un referendum senza l’unanimità degli Stati membri? Benché sia preferibile il consenso di tutti gli Stati membri, è ipotizzabile una decisione dei soli Stati membri che abbiano deciso di consultare i loro cittadini sul principio di una Costituzione europea oppure sul testo di un Trattato costituzionale.
Quale potrebbe essere la domanda del referendum? Si può immaginare sia una domanda a carattere generale: “Siete favorevoli ad una Costituzione europea che delimiti i poteri delle Istituzioni europee e che garantisca i diritti fondamentali dei cittadini?”; che un quesito più specifico: “Approvate le modifiche apportate dalla Costituzione europea ai Trattati attualmente in vigore?”.
Dopo il No in Francia ed Olanda anche i cittadini europei saranno contrari? Se i cittadini europei voteranno sulla base di considerazioni europee e non prettamente nazionali, è possibile che essi esprimano un voto maggioritariamente favorevole (come lo è già oggi grazie al voto dei cittadini spagnoli e lussemburghesi).
Un referendum europeo, ma suquale testo? Si può immaginare un voto sul principio di una Costituzione europea come anche un voto su un nuovo progetto di Trattato costituzionale (vedi sopra).
A cura del 
Movimento Federalista Europeo e 
della Gioventù Federalista Europea